Un gran bel film. Unica pecca, forse, il montaggio audio che rende alcuni suoni poco realistici, amplificati e ridondanti. Per il resto il grande Pupi Avati ci offre un quadro perfetto del Veneto del ‘52, preda della più bieca e feroce delle superstizioni: il cattolicesimo sciamanico reso sistema dalla Democrazia Cristiana di allora. Analfabetismo e povertà sono gli acceleranti del processo di colonizzazione mentale operato dai ministri di Dio che invero insegnano solo a dar del “lei” al Diavolo, “per il rispetto che si deve al Male”.