Ricordo il tema d’italiano che scelsi di svolgere agli Esami
di Maturità, un’invocazione alla Goethe, partendo da de Tocqueville, della Dea Europa, bella come l’Aurora, munifica,
dorata e materna. Avevo diciotto anni e tante speranze. Oggi è tempo di realtà.
Oggi l’Europa rischia grosso, perché se la Gran Bretagna deciderà di fare
fagotto, se ne andrà un grosso pezzo della credibilità dell’intera Unione. E,
volata via la Perfida Albione, i guai
toccheranno a chi rimane, come succede tradizionalmente a coloro che
sopravvivono ad un lutto. Domenica scorsa la cricca di buffoni ricchi della
Formula Uno ha fatto tappa a Baku, capitale dell’Azerbaijan. Fin qui nulla di
strano, le macchinine colorate del guru
del bondage Ecclestone vanno tradizionalmente
dove le porta il petroldollaro. Il dettaglio agghiacciante è che abbiano
denominato la corsa Gran Premio d’Europa.
