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giovedì 23 giugno 2016

La Brexit è il male minore, per chi rimane in un’Europa che appoggia le dittature dorate.


Ricordo il tema d’italiano che scelsi di svolgere agli Esami di Maturità, un’invocazione alla Goethe, partendo da de Tocqueville, della Dea Europa, bella come l’Aurora, munifica, dorata e materna. Avevo diciotto anni e tante speranze. Oggi è tempo di realtà. Oggi l’Europa rischia grosso, perché se la Gran Bretagna deciderà di fare fagotto, se ne andrà un grosso pezzo della credibilità dell’intera Unione. E, volata via la Perfida Albione, i guai toccheranno a chi rimane, come succede tradizionalmente a coloro che sopravvivono ad un lutto. Domenica scorsa la cricca di buffoni ricchi della Formula Uno ha fatto tappa a Baku, capitale dell’Azerbaijan. Fin qui nulla di strano, le macchinine colorate del guru del bondage Ecclestone vanno tradizionalmente dove le porta il petroldollaro. Il dettaglio agghiacciante è che abbiano denominato la corsa Gran Premio d’Europa.
Ecclestone e Marchionne, due dei veri padroni del Vecchio Continente ormai schiavo delle banche e dei finanzieri, stringono la mano al presidente azero, Ilham Aliyev, con tanto di moglie patinata a carico, al potere indiscusso dal 2003 e rampollo di una dinastia di governanti, indiscussi anche loro. Le macchinine colorate sfilano veloci in una città scintillante, dai palazzi vagamente asburgici, la Fortezza meraviglia dell’Arte, il verde ben tenuto e le strade pulite. Insomma, una città a metà tra Montecarlo e Vienna, costruita da e sul petrolio. L’Unione Europea, per mano del patron della Formula Uno, ha issato orgogliosa il suo vessillo su Baku. Perché? Perché nessuno dei media ha accennato alle forti limitazioni della libertà imperanti in Azerbaijan, alle gravi censure alla stampa o all’assenza di opposizione al governo di Aliyev? Perché l’Unione Europea pecca così apertamente d’incoerenza, pubblicizzando uno Stato in cui, a quanto pare, i diritti fondamentali non sono tra le priorità? Eppure l’Europa, proprio in virtù del rispetto dei diritti fondamentali dell’Uomo, regola aurea dei suoi Trattati Fondanti, commina sanzioni qua e là ai cattivoni di turno, vedi la Siria, o la Russia di Putin. In effetti, però, la coerenza c’è: nessuna sanzione per la Turchia, in odore di liberticidio, in fila da anni per entrare nell’UE, che guarda caso ha legami storici con l’Azerbaijan.  La politica estera dell'Unione è dunque questa? Quanto poco romanticismo, in tutto questo. Quanto poco Erasmo, Kant, Mazzini, Cattaneo, de Tocqueville, Einaudi. Ah, a proposito, fate attenzione agli striscioni che circondano i campi di calcio di Euro2016, cercate quelli di Socar, la maggiore compagnia energetica azera…sarà un caso? Mamma li Turchi.    

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