La corsia preferenziale, ammobiliata di parole e discorsi, per chiunque ami lo stress rilassante del confronto e del sincero libero sfogo
domenica 1 maggio 2016
Lavoro uguale schiavitù, oggi non festeggiate la schiavitù
Lavorare, oggi, non è bello. Basta, col credere che chi lavora sia privilegiato. Sì, costui riesce ogni mese a pagare le bollette, magari anche il mutuo o l'affitto, a differenza dei tanti, troppi, che non hanno lavoro, ma ogni mattina deve pregare che il suo capo sia di buon umore, o che alla fine del mese gli rinnovi il contratto, piegarsi a degradanti insulti del suo merito. Questo non è dignitoso. E oggi non bisogna festeggiare il lavoro, ma combattere la Schiavitù, perché questa è la parola che appare se grattiamo la superficie del biglietto della Lotteria del Lavoro che ci hanno dato quando ci hanno 'assunto'. La maggior parte dei lavori sono umilianti, per umilianti si intende che annullano il concetto di Libertà, che è alla base del Lavorare, e l'umiliazione è una corona di spine trasversale, indossata dal colletto bianco così come dal giovane eterno stagista o, come si dice oggi, 'voucherista'. Non esiste più il lavoratore, perché non esiste più il Lavoro, quella cosa che 'nobilita l'Uomo' e che è fondamento costituzionale della nostra Repubblica. Il regalo che lo Stato fa ai giovani, quelli fortunati che arriveranno a maturare il bottino contributivo, è quello di mandarli in pensione a 75 anni. Che gaudio. Vivere per lavorare, fino alla morte. Da Erasmo da Rotterdam a Sandro Pertini, si ode un rivoltar di tombe che andrebbe sfruttato a fini energetici, tanto è imponente e fragoroso. Servi, servi della Gleba. Un'indagine promossa dalle Nazioni Unite, il Global Opportunity Report 2016, rivela che quasi un quinto di tutti i giovani (dai 15 ai 34 anni) presenti sulla Terra, circa 75 milioni di individui, non studia né lavora. Si studia sempre meno, i ragazzi non vanno oltre il diploma di scuola terziaria, molti non oltre la licenza media; si allarga quindi la forbice di coloro che polverizzano l'ottimismo e la forza vitale della giovinezza e, contro natura, sentono la precarietà della vita abbandonando gli studi per cercare lavoro. Il problema è, che poi non lo trovano: recessione economica, contratti capestro, precarietà massima. Paradossalmente, il mercato in continua specializzazione e digitalizzazione cerca giovani muniti di titolo, che fa sempre più fatica a trovare. Si sta formando, nel mondo e soprattutto in Italia, una sacca di giovani potenziali lavoratori che hanno un'istruzione base, ma che non verranno mai introdotti nel mercato del lavoro. Come dare torto, tuttavia, a chi scelga di abbandonare gli studi? Nel mondo, ma soprattutto in Italia, chi studia e chi vale, quasi mai è premiato e quando trova lavoro, non viene retribuito adeguatamente. E allora, tanto vale non studiare, giusto? Cosa fare, dunque? Chi tutela, a livello politico, le generazioni che si affacciano al mondo del lavoro? Nessuno, i partiti sono asserviti alle Banche, le quali sono asservite ai Poteri Forti della Finanza Occulta, la quale succhia il sangue di chi lavora. I sindacati? Non esistono più. Allora, oggi non sfilate sotto le loro false bandiere, perché anche loro sono in parte responsabili del degrado della Libertà dell'Uomo. Sono pochissimi, ahimè, quelli che possono vivere del loro sogno sfruttando la conoscenza acquisita con gli studi o con l'esperienza, fare il lavoro che hanno sempre desiderato fare, ma questa dovrebbe essere la regola, non l'eccezione. Di certo non si pretende di costruire un sistema perfetto, perché anche e soprattutto la perfezione dei modelli sociali porta ad altro tipo di aberrazione, ma cominciamo a chiamare il lavoro Schiavitù, e alziamoci in piedi. Non votiamo chi dice che va tutto bene, questo è il primo passo, perché chi parla così, sa benissimo cosa nasconde e sa che l'essere umano cerca rassicurazione, consolazione, carezze emotive: questi sono i cardini su cui si basano le credenze religiose e le sedute di ipnosi. Disertiamo i cortei, quelli organizzati da associazioni che hanno ormai nulla del rispetto per il lavoratore: questi cortei sono le valvole di sfogo organizzate dal Potere, affinché i cittadini credano di essere rappresentati.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento