Libri

mercoledì 18 maggio 2016

Dopo il Capitalismo, l'Era dei Predatori: Nestlé e Coca Cola in cima alla catena alimentare

Un tempo esistevano i concetti di produzione, investimento e sviluppo. Di borghesia, di classi sociali. Poi, la frenesia da produzione prese il sopravvento, ci riempimmo di prodotti inutili perché una voce ammaliante condita da musichette sceme ci invitava serialmente al centro commerciale, a comprare cioccolatini, a bere bibite ultra-gassate color caramello. Consumo, consumo di massa, questo era il Verbo, questo l'ago della bilancia dell'Era del Capitalismo. Tuttavia, il consumatore era ancora in primo piano, serviva ancora a qualcosa. L'annebbiamento delle coscienze e l'apertura ipnotica dei borsellini costruirono governi, banche, Stati. Il petrolio, che scorreva a fiumi sotto le scrivanie dei governatori, cominciò a riempire tintinnante le casse delle banche dell'Ovest. Bene. "Ora che le casse dell'Ovest sono gonfie, cominciamo ad aiutare i paesi poveri", dissero i governatori.

lunedì 9 maggio 2016

Cari poveri ed indebitati, il Governo si prenderà cura anche di voi. State freschi.

Come se non bastasse, dopo le allucinazioni del funghetto legalizzato Jobs Act, le martellate alla scuola della sorella sfigata di Thor Buona Scuola, c'era il bisogno governativo di partorire un'altra idea malsana dal nome che sa come al solito di zucchero, amabile, innocuo: il Social Act. I beneficiari di questa manna saranno gli oltre 10 milioni di cosiddetti poveri che calpestano il Suolo Nazionale, famiglie composte da debitori verso Equitalia, inoccupati o disoccupati, con figli minori e aventi ISEE pari o inferiore a 3000 euro. Che fa lo Stato?

domenica 1 maggio 2016

Lavoro uguale schiavitù, oggi non festeggiate la schiavitù

Lavorare, oggi, non è bello. Basta, col credere che chi lavora sia privilegiato. Sì, costui riesce ogni mese a pagare le bollette, magari anche il mutuo o l'affitto, a differenza dei tanti, troppi, che non hanno lavoro, ma ogni mattina deve pregare che il suo capo sia di buon umore, o che alla fine del mese gli rinnovi il contratto, piegarsi a degradanti insulti del suo merito. Questo non è dignitoso. E oggi non bisogna festeggiare il lavoro, ma combattere la Schiavitù, perché questa è la parola che appare se grattiamo la superficie del biglietto della Lotteria del Lavoro che ci hanno dato quando ci hanno 'assunto'. La maggior parte dei lavori sono umilianti, per umilianti si intende che annullano il concetto di Libertà, che è alla base del Lavorare, e l'umiliazione è una corona di spine trasversale, indossata dal colletto bianco così come dal giovane eterno stagista o, come si dice oggi, 'voucherista'. Non esiste più il lavoratore, perché non esiste più il Lavoro, quella cosa che 'nobilita l'Uomo' e che è fondamento costituzionale della nostra Repubblica.