Un tempo esistevano i concetti di produzione, investimento e sviluppo. Di borghesia, di classi sociali. Poi, la frenesia da produzione prese il sopravvento, ci riempimmo di prodotti inutili perché una voce ammaliante condita da musichette sceme ci invitava serialmente al centro commerciale, a comprare cioccolatini, a bere bibite ultra-gassate color caramello. Consumo, consumo di massa, questo era il Verbo, questo l'ago della bilancia dell'Era del Capitalismo. Tuttavia, il consumatore era ancora in primo piano, serviva ancora a qualcosa. L'annebbiamento delle coscienze e l'apertura ipnotica dei borsellini costruirono governi, banche, Stati. Il petrolio, che scorreva a fiumi sotto le scrivanie dei governatori, cominciò a riempire tintinnante le casse delle banche dell'Ovest. Bene. "Ora che le casse dell'Ovest sono gonfie, cominciamo ad aiutare i paesi poveri", dissero i governatori.
Il cazzeggio umanitario che si stava profilando non aveva precedenti, così come lo tsunami debitorio di ritorno che arrivò puntuale, come da copione, dagli Stati incapaci di rifondere il credito: in confronto, le sbandierate riparazioni di guerra, inflitte agli Stati usciti 'sconfitti' dal secondo conflitto mondiale ma guarda caso dopo qualche anno drasticamente ridotte, erano paragonabili all'entità del piatto di una rivincita a scopa, caramelle e cedrata. Gli immani finanziamenti immessi nelle stanze delle amministrazioni corruttibili dei paesi cosiddetti poveri erano destinati a non essere mai rimborsati, questa ineluttabilità segnò l'inizio dell'Era dei Predatori. Chi sono i Predatori? Non più gli Stati, ma le cricche dell'Alta Finanza e dell'Industria, che hanno trasformato intere zone del globo terraqueo, in nome del Sacro Credito, in terreno di caccia e sfruttamento. Si vocifera che anche multinazionali come Nestlè e Coca Cola abbiano espropriato l'uso delle acque in zone di loro 'influenza', per le loro catene di produzione. Nell'Era dei Predatori il consumatore, quell'individuo così importante una volta, oggi conta come il due di briscola. Ciò che conta è il prosciugamento dei territori, delle economie, che porta allo sbilanciamento del tessuto sociale, alla scomparsa delle vecchie classi medie, alla comparsa di un vuoto sempre maggiore tra coloro che hanno i soldi per fare i soldi e coloro che non ce l'hanno. E quelli che non hanno i soldi per fare i soldi non possono nemmeno sognare di averne, di salire la scala per veder le stelle. Poche famiglie, o branchi, mettono la bandierina su un territorio a scelta, e calano la Combo, come a Risiko. Quindi, quando vi diranno, con orrore, che i consumi sono fermi dovrete crederci, quando vi diranno che a causa della morte dei consumi il mondo andrà in malora, allora non ci credete. I Predatori non sanno che farsene del vostro shopping compulsivo, quello arricchirà solo il vostro psicologo. I Predatori sono già ricchi, il resto sono partite a scopa tra vecchietti.
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