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sabato 18 marzo 2017

Il sonno della politica e il network sociale liberano pulsioni e ingabbiano rivoluzioni


Non ci saranno altre rivoluzioni, per un po'. Le rivoluzioni non sono eventi a cui qualcuno possa prendere parte senza una seria conoscenza, o fisica contezza delle sovrastrutture governanti. Inoltre, le societá che si apprestano a divellere un sistema hanno genericamente il controllo delle proprie pulsioni, le quali non sono solleticate ed agevolate dall'ambiente bensí limitate dall'impianto etico e morale alla sfera ultra privata. Senza il coperchio del super io chiunque viene succhiato come un lecca-lecca dai propri istinti, che esondano dall'alveo sicuro dell'inconscio, e gli inconsci scoperchiati non si confanno alla serena vita di un corpo sociale e a quella di una rivoluzione. Quello che abbiamo sempre percepito come una castrazione, cioé lo svilimento della libertá di "straripamento", oggi in realtá pare una condizione auspicabile.
Pulsioni controllate, ed indirizzate, rodate magari sulla pelle dello scontro politico, unica fattispecie che aggregasse gli animi affini e li portasse a richiedere istanze per il gruppo. Qui non si scrive di piani per la macellazione dell'io creativo, ma di scomparsa della politica come ventre che crea gruppi e discussioni sul potere e su come poterlo toccare per plasmarlo e per trattenerlo in nome del bene comune, sostituita nel cuore della gente anche dalle tribune tuonanti del social network. Chi scrive non ha mai fino in fondo creduto nelle filosofie aggreganti, essendo incline ad un timido individualismo, ma oggi si assiste alla scomparsa dell'Uomo politico. Ed urgono soluzioni. Voglio ritornare a parlare del Miliardario con la t-shirt, il quale, grazie al suo network chiamato sociale ed insieme ai suoi compagni di merenda ha dato il via alla costruzione dell'Essere Scemo, quello in preda agli istinti piú scemi, appunto. Sentire l'aggettivo sociale associato a roba simile provoca smarrimento, e anche qualche conato. Non esiste altro di cosí alienante come il social network, ossimoro da manuale, fucina di scemi e di odiatori professionisti e professionali, narcisisti dementi e bulbi di psicopatici sgargianti. Tutti soli, sulla loro tastierina, un miliardo di soli. Che pensano che tutto ció che conti in fondo sia un post edificante o meno con foto del proprio naso. Che scagliano parole come lame contro i deboli di turno. E siccome il Miliardario in t-shirt va in giro con la famiglia multiculturale e con assegni pesanti facendo conferenze per il mondo sulla necessitá di piantare ripetitori in ogni angolo, come fosse il suo prodotto acqua, o cibo, o una statua di Michelangelo, o La Repubblica di Platone, e tutti applaudono, allora il suo prodotto diventa virtuoso, diventa il Parlamento del mondo. Intanto gli Stati nazionali, quelli con i veri Parlamenti, quelli nati dalle rivoluzioni, dagli studi, dalle speranze, quelli deputati a difendere ed abbellire l'Uomo, sono simulacri vuoti, prede, importanti come le fioriere di un autogrill. Le elezioni politiche stanno sempre piú assumendo le sembianze di pantomime, anche gli scontri apparenti fra apparentemente diverse fazioni sono significativi come il due di briscola. Tutto scorre sotto il nostro naso scemo e tronfio, perché ci crediamo liberi, grandi, potenti, sentiamo il sangue scorrere impetuoso al centesimo like, in questo spazio sociale che spacciamo per vera libertá, e non abbiamo bisogno di altro, che importa del mondo fatto di aria e strade. L'uomo libero di sbandierare gli istinti non chiede rivoluzioni, libero di scegliere il programma tv che piú gli si addice, non chiede rivoluzioni. Tuttavia, egli si arrabbia davanti al tg, bestemmia davanti agli sportelli bancari o postali, o in fila per un posto in ospedale. Bestemmia, con la bava alla bocca, qualche parte del suo cervello sa che é tempo di ribellarsi, ma poi torna a casa, magari picchia qualcuno e poi per calmarsi scrive un post.

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