Libri

domenica 29 luglio 2018

Piccola opinione: Una calibro 20 per lo specialista, di Michael Cimino

Prima di parlare del film, due parole sulla traduzione del titolo, totalmente fuori dalla logica della pellicola, brutto adattamento (omologazione al genere poliziesco Sparatutto dei primi anni Settanta) di un titolo originalmente bello e a suo modo fiabesco: Lightfoot and Thunderbolt. Questi soprannomi vagamente epici e dal sapore antico, vengono tradotti incomprensibilmente con Caribù e Artigliere.. 

domenica 15 luglio 2018

Piccolo diario di viaggio: Pantelleria

Si impara sempre, dai viaggi. Non mi piace chiamarli vacanze, perché non sono cose vuote, i viaggi, né periodi in cui si dovrebbero sospendere i sensi ed ergere muri addosso alla bellezza in nome del riposo comandato. Cosa insegna Pantelleria? Che non decidi tu, dove andare, ma Eolo. Il vento ti organizza la giornata, la vita, e ha guidato, insieme al fuoco che viene dal cuore della Terra, la storia millenaria e straordinaria di quest’isola. Quando è la Natura, a dominare, l’uomo è gentile, accogliente, il suo libero arbitrio e la sua smania di potere sono congelati in un fremito della terra, nelle voci remote portate dal vento, nel verde acceso dei cespugli, nei profumi delle scogliere e nei silenzi delle cascate di stelle, nei discorsi dei fumi caldi e potenti delle viscere e nella danza ipnotica del mare blu cobalto. Qui l’uomo, con le sue casette tirate su a fatica tra selve di pietre nere, i suoi orti interrati e protetti da muri e le viti e gli olivi non più alti di un metro, le fascine sulle fumarole bollenti per distillare acqua per gli animali, è umilmente ingegnoso, ascolta, e ubbidisce.

martedì 3 luglio 2018

Westworld 2, finale di stagione: piccole considerazioni



Questa serie si conferma essere una delle più ispirate del momento, sorretta da una idea di fantascienza impegnata, seria, culturalmente meditata che delizia il palato dei veri amanti del genere. L’episodio finale della seconda stagione si svolge su livelli altissimi di estetica, impatto emotivo e capacità di scioglimento dell’intreccio. Lo spettatore si trova sulle prime disorientato, per l’apparente confusione tra i piani temporali della narrazione, in realtà ci si immerge nella mente di Bernard, l’androide protagonista, e si vive con lui il disallineamento della sua memoria sintetica, auto-provocato coscientemente per evitare l’intrusione del Sistema che vuole distruggere la sua specie. Eccola, la presa di coscienza dell’essere, l’istinto di auto conservazione, il libero arbitrio degli androidi, finalmente tutto si compie. E da qui, inizia un’altra storia, da seguire nella terza stagione. Ah, una delle sigle più belle in assoluto.