Questa serie si conferma essere una delle più ispirate del momento, sorretta da una idea di fantascienza impegnata, seria, culturalmente meditata che delizia il palato dei veri amanti del genere. L’episodio finale della seconda stagione si svolge su livelli altissimi di estetica, impatto emotivo e capacità di scioglimento dell’intreccio. Lo spettatore si trova sulle prime disorientato, per l’apparente confusione tra i piani temporali della narrazione, in realtà ci si immerge nella mente di Bernard, l’androide protagonista, e si vive con lui il disallineamento della sua memoria sintetica, auto-provocato coscientemente per evitare l’intrusione del Sistema che vuole distruggere la sua specie. Eccola, la presa di coscienza dell’essere, l’istinto di auto conservazione, il libero arbitrio degli androidi, finalmente tutto si compie. E da qui, inizia un’altra storia, da seguire nella terza stagione. Ah, una delle sigle più belle in assoluto.
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