Il fatto che un valente autore di romanzi sia il regista di una delle sue opere più riuscite può rivelarsi un’arma a doppio taglio: egli potrebbe cioè Indulgere in comportamenti auto celebrativi, potrebbe far mancare, con l’amore di un genitore per la sua creatura l’obiettività che un noir necessità per essere credibile.
Invece no. Carrisi crea un film denso, dai contrasti caravaggeschi, silenzioso come le montagne
che circondano il paesino di Avechot ma pieno di rumori, anche flebili, così come di gesti, molti dei quali appena inquadrati ma fondamentali, e di parole, a cui bisogna prestare attenzione, tutto minuziosamente Inserito nell’intreccio, come incastonato in un gioiello.
La scomparsa di Anna Lou, nella nebbia della notte di un’antivigilia di Natale, apre la botola di un fosso nero da cui spuntano le montature dei media assetati di mostri ed incuranti delle vittime, ispettori che “addomesticano” gli eventi per avere notorietà o per evitare oblianti vecchiaie, uomini pieni di cultura e di debiti, dottori maieutici. E una vittima, evanescente, dimenticata, come la sua famiglia. Il giallo si snoda attraverso flashback, la verità della vicenda sembra ricomporsi nella mente e nella coscienza dell’ispettore Vogel (grande Toni Servillo, maestro in questo caso nel farsi maschera), che pian piano si riprende da un incidente stradale, e plasma una versione della risoluzione del caso a colloquio con il dottor Fores. Il film segue il ritorno di coscienza dell’ispettore, la cinepresa entra nella sua testa e osserva la ricostruzione dei fatti, il puzzle che inesorabilmente si risolve. Ma, e Carrisi è maestro in questo, non è altro, forse, che una delle probabili versioni della verità, la versione di Vogel. E i fatti? I fatti sono come piccole bamboline una dentro l’altra. E la meraviglia si impadronisce di noi, quando affiora, è il caso di dire, la verità..tuttavia anche quell’ultimo lucente dettaglio, che introduce il colpo di scena cos’è? È prova, oltre ogni ragionevole dubbio? Ciò che conta, è il nodo: il male è dentro ognuno, in molte forme. Il male declinato, amato, combattuto, è alla base di ogni letteratura e cultura.
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