Libri

domenica 15 luglio 2018

Piccolo diario di viaggio: Pantelleria

Si impara sempre, dai viaggi. Non mi piace chiamarli vacanze, perché non sono cose vuote, i viaggi, né periodi in cui si dovrebbero sospendere i sensi ed ergere muri addosso alla bellezza in nome del riposo comandato. Cosa insegna Pantelleria? Che non decidi tu, dove andare, ma Eolo. Il vento ti organizza la giornata, la vita, e ha guidato, insieme al fuoco che viene dal cuore della Terra, la storia millenaria e straordinaria di quest’isola. Quando è la Natura, a dominare, l’uomo è gentile, accogliente, il suo libero arbitrio e la sua smania di potere sono congelati in un fremito della terra, nelle voci remote portate dal vento, nel verde acceso dei cespugli, nei profumi delle scogliere e nei silenzi delle cascate di stelle, nei discorsi dei fumi caldi e potenti delle viscere e nella danza ipnotica del mare blu cobalto. Qui l’uomo, con le sue casette tirate su a fatica tra selve di pietre nere, i suoi orti interrati e protetti da muri e le viti e gli olivi non più alti di un metro, le fascine sulle fumarole bollenti per distillare acqua per gli animali, è umilmente ingegnoso, ascolta, e ubbidisce.

martedì 3 luglio 2018

Westworld 2, finale di stagione: piccole considerazioni



Questa serie si conferma essere una delle più ispirate del momento, sorretta da una idea di fantascienza impegnata, seria, culturalmente meditata che delizia il palato dei veri amanti del genere. L’episodio finale della seconda stagione si svolge su livelli altissimi di estetica, impatto emotivo e capacità di scioglimento dell’intreccio. Lo spettatore si trova sulle prime disorientato, per l’apparente confusione tra i piani temporali della narrazione, in realtà ci si immerge nella mente di Bernard, l’androide protagonista, e si vive con lui il disallineamento della sua memoria sintetica, auto-provocato coscientemente per evitare l’intrusione del Sistema che vuole distruggere la sua specie. Eccola, la presa di coscienza dell’essere, l’istinto di auto conservazione, il libero arbitrio degli androidi, finalmente tutto si compie. E da qui, inizia un’altra storia, da seguire nella terza stagione. Ah, una delle sigle più belle in assoluto.

lunedì 18 giugno 2018

Una piccola recensione, Solo: A Star Wars Story

Santa Cleopatra. Uno spin off proprio off, cioè spento.
Che parte già sconfitto a partire dalla direzione, affidata a Ron “Don” Howard, il 
regista più mainstream dai tempi di Muccino.
Ron Howard, che addormenta i tempi del film, che addormenta gli spettatori (me due volte)
con le sue trovate normali, prive di mitologia, un po’ manieriste, i suoi scavi psicologici che magari potevano servire in film come A Beautiful Mind, e via discorrendo. 
Ma non con Han Solo, un guitto tutt’altro che elegante, famelico di avventura, un cowboy spaziale privo di regole, sprezzante del pericolo, con una faccia da schiaffi proverbiale e deliziosamente superficiale nel suo atteggiamento da kamikaze.

Han Solo, che io ho amato profondamente proprio per quel suo senso anarcoide del “me ne frego”, distrutto da una trama noiosa, seriosa, da un attore che fa sempre la stessa faccia, due smorfie per sbaglio, che si arrovella come un filosofo e da una storia tragicamente destinata al fiume Lete, condannata all’oblio. Disney, forse il tuo punto più basso dopo Inside Out, Frozen e Gli Ultimi Jedi.

giovedì 24 maggio 2018

Piccola recensione: Dogman

Questo è un film che tutti dovrebbero vedere, specialmente quelli che hanno preferito Lazzaro Felice della Rohrwacher, pensando che l’umanità abbia una qualche speranza.
Dogman è un insegna, un negozio, un punto arrugginito, un omino dalla voce tremula incastrato nel Very Far West di un mondo qualunque. Il protagonista restituisce MAGISTRALMENTE la sensazione continua di polvere negli occhi, stanchi del vento giallo del quartiere, occhi pieni di occhiaie, infossati come quelli di un pesce morto da tanto ma che aspetta comunque la morte, per chiudere un cerchio che non si chiude mai. 

sabato 12 maggio 2018

Piccola recensione: Loro 2 di Paolo Sorrentino

Consiglio: Loro 1 non è propedeutico, può essere tranquillamente visto dopo il 2

Ogni corte riflette il suo Re, il Berlusconismo è senza dubbio volgarità della corte, più
che del suo Emittente Leader, un uomo atterrito dal suo stesso narcisismo, decrepito ma concupito come un papiro del Mar Morto. Sorrentino non ama ciò che rappresenta, e si vede, perché si ferma, si sofferma, indulge nel “Cafonal” spinto, ritraendo senza il sostegno della sintesi la parata di un circo ahimè troppo poco felliniano, in un raptus narrativo che sa di vendetta cieca.