Da Fuori Orario, cose (mai) viste:
Il Massacro di Fort Apache, John Ford 1948
Il Cavaliere della Libertà, David W. Griffith 1930
Che dire..prima il discepolo e poi il maestro.
Griffith è stato forse il regista più influente di sempre, e anche l’epica ultra-reazionaria, la rappresentazione gloriosa del Ku-Klux-Klan nel famigerato Nascita di una Nazione (1915), non riescono ad oscurare il suo fondamentale apporto alla Settima Arte. Il Cavaliere della Libertà è il suo primo (ed ultimo) film sonoro e parla di Abraham Lincoln. Quindici anni prima esaltava i Confederati, poi colui che fece abolire la schiavitú. È chiaramente impossibile limitare la sua cinematografia visionaria e la sua Weltanschauung al solo commento ideologico. A lui interessava il movimento della storia, e dell’epos attraverso gli uomini e le donne delle sue opere. E siccome il cinema non è altro che movimento (κίνημα), a lui interessava soprattutto il cinema.
Siate nottambuli, la notte non è propaganda di rinascita, non è luce, dogma, ottimismo, non va di moda, quindi è verità.