Storicamente, il concetto di Esposizione Universale
racchiude in sé numerosi altri concetti: quello della circolazione delle idee e
delle conoscenze che innescano processi di emulazione degli esempi virtuosi, il
concetto di propaganda politico-economica per gli Stati che partecipano, il
concetto pragmatico e globale di evoluzione tecnologico-industriale.
Dal 1851, anno della prima esposizione universale tenutasi a
Londra, questi eventi si rivelano i pionieri della globalizzazione: ricordiamo
la prova di forza dell’Inghilterra vittoriana, potenza industriale, coloniale
ed economica, nella prima esposizione; oppure le innovazioni tecnologiche riunite nell’esposizione di New York, due anni
dopo, fino ad arrivare all’esposizione universale di Parigi, nel 1889, in cui
si celebrò la potenza francese, sintetizzata nelle volute di acciaio della Tour
Eiffel.
Poi, col passare degli anni e l’alternarsi di eventi tragici
come le guerre, calde o fredde che fossero, e periodi di assenza di
conflitti armati, le esposizioni universali cominciarono ad assumere il
carattere di praterie per i destrieri della diplomazia, economia virtuale,
finanza spinta.
L’ultima Expo, quella di Shanghai del 2010, ci consegna un
testimone non facile da sorreggere: siamo un paese in declino, con una classe
politica in declino, una popolazione in declino intellettivo, spenta
progressivamente dalle amenità propinate dal cubo (ormai non più cubo)
televisivo. Cosa può offrire l’Italia al mondo? Quali meraviglie moderne
(perché di antico ne abbiamo fin troppo), e innovazioni fondamentali per l’evoluzione del genere umano presenterà, l’Expo Milano 2015? Il tema
dell’evento sarà “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”…ma che roba è??? Ma
perché dobbiamo far finta di filosofeggiare quando non siamo capaci di
appaltare gli stand per i punti-ristoro della mega-fiera senza ungere con gli
euro qualche rotella per avere il catafalchino in prima fila?
Il direttore dell’Expo si dimette, per rispetto dell’evento,
il signor Greganti, che si “occupa solo di legno” si astrae dalla contesa
ribadendo la sua onestà, si scoprono nefandezze italianissime, intorno alle
gare di appalti e ai cantieri aperti per adattare Milano alla grandeur della nostra super-fiera e del
nostro Bel Paese. Energia, ambiente…temi INUTILI, tanto l’energia non è
globalizzabile (segue regole protezionistiche), di ambiente non possiamo
ragionare noi, che abbiamo discariche a cielo aperto, fumi e fuochi letali in
mezzo stivale, e nell'altra metà mucche che pascolano in campi che sono bacini di raccolta di
scorie dal nome impronunciabile.
Eh già, questa è la solita tirata disfattista, diranno
molti, ma ragionar di temi alti, quando siamo la maschera preferita del
teatrino di marionette che intrattiene i figli dei grandi della Terra, non è il
caso, e lo siamo, marionette, per colpa non certo degli altri. In realtà,
ahimè, l’Italia non avrebbe potuto proporre altro, visto che stiamo in piedi
solo grazie al sostentamento, economico e psicologico, che ci consegna il 10%
del patrimonio artistico mondiale, su cui camminiamo, a volte saltiamo.
Prepariamoci a godere delle soluzioni "fighette" che proporremo, insieme a quelle del resto del
mondo, per nutrire il Pianeta…compreremo gadget biodegradabili firmati da Armani, mangeremo
panini ambientalisti e maculati firmati
da Cavalli, vivremo in case con il tetto di fresche frasche carrozzato
Pininfarina, accenderemo lussuose lampadine a zero consumo di seta vetrificata
Momo Design, dormiremo in letti-bio gommati Pirelli, e saremo felici.
Ben detto...
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