Libri

giovedì 28 aprile 2016

C'erano un francese, un inglese e un americano: le ragioni della guerra alla Libia

La Libia contiene, sotto le sue dune sabbiose, quasi il 40% di tutte le riserve africane, e soddisfa oltre il 10% del fabbisogno europeo: miliardi e miliardi di dollari color petrolio. In un periodo in cui si fa tanto rumore su trivelle e affini, sarebbe necessario ribadire i motivi per i quali il petrolio va boicottato, a tutti i livelli. Nel 2011 la Libia venne attaccata dalla triplice alleanza franco-anglo-americana con la scusa di dover ripulire 'lo scatolone di sabbia' dall'ombra senile e ormai inutile di Gheddafi e dalle macchie di Califfato che si muovevano in modo anomalo nella regione. In realtà, nel momento in cui Gheddafi manifestò la volontà di riunire le ex colonie africane sotto un'unica valuta, spezzando idealmente le catene dell'Occidente e liberando una grande parte d'Africa e delle sue risorse energetiche dal controllo francese, partirono i bombardieri di Sarcozy.

martedì 26 aprile 2016

Reattore numero 4

In Ucraina c'è un luogo, al centro di un grande cerchio di terra svanita e scolorita, in cui solo la Natura torna prepotente a confermare il suo dominio, dopo trent'anni, dopo il rumore sordo del disastro, che fermò gli orologi alle una e 23 minuti del 26 aprile del 1986. Un errore umano ha disegnato con un compasso verdastro e fetido il cerchio entro il quale, per legge del governo ucraino, non potrà mai più essere avviata alcuna attività umana: la vita, quella che scorreva disciplinata nei viali perpendicolari che squadrano i blocchi residenziali degli agglomerati urbani e degli insediamenti rurali intorno alla Centrale di Chernobyl, è vietata per legge.

venerdì 22 aprile 2016

Totti sindaco dell'Universo, basta compleanni, Bertinotti Compagno delle Opere

Ecco. La Capitale compie 2769 anni, Er Pupone fa due gol in due minuti, Bertolaso si ritira ma non si ritira, Bertinotti vede Gramsci sopra le teste di un nugolo di festanti adepti di Comunione & Liberazione. Tutto questo dopo la domenica vorticosa trascorsa sulla giostra delle urne referendarie o, a seconda dei gusti, in coda ad Arese per il pollo fritto di un nuovo punto vendita KFC, o ancora a far altro. Andiamo per ordine. La Capitale festeggia il compleanno come tutti gli anni e come tutti gli anni si mette in scena la finzione: musei comunali aperti, parco archeologico a disposizione, lunghe file di amanti del bello, inaugurazione del nuovo sistema di illuminazione 'da Oscar' pensato per i Fori Imperiali dal grande Vittorio Storaro, direttore della fotografia premiato a Los Angeles per Apocalypse Now, L'Ultimo Imperatore, Reds. Solo per i Fori, però, perché il resto della città rimarrà con il tradizionale sistema 'Gotham City'.

mercoledì 20 aprile 2016

Astensionismo valore attuale, quorum da adattare alle affluenze anoressiche

In tutta la storia repubblicana, 28 è il numero dei referendum in cui non si è raggiunto il quorum, cioè la quota minima di votanti necessaria per legittimare la validità dei risultati degli scrutini. Un numero veramente rilevante, che induce a serie riflessioni: il quorum assegnato da 'antiche' leggi ai referendum abrogativi, fissato al 50% più uno degli aventi diritto al voto è ormai un concetto sociologicamente ed antropologicamente anacronistico, tenendo conto della tendenza quasi fisiologica all'anoressia delle affluenze, o è solo un problema temporaneo di disaffezione, che provoca inconsciamente scelte di astensione? L'astensionismo, anche se normativamente non contemplato fra le possibili scelte all'interno di una cabina elettorale, è comunque un'opzione costituzionalmente lecita, opinabile ma lecita, se proveniente dal libero cittadino. Alcuni politologi sostengono che l'astensionismo sia uno dei caratteri delle democrazie mature (meno votanti, minore passione politica,  carattere irrazionale e potenzialmente destabilizzante).

sabato 16 aprile 2016

Referendum: liberiamoci dai fossili, parla la Scienza

Di seguito il testo integrale ed illuminante dell'appello a votare SI al referendum sulle trivellazioni di domani, firmato da 50 illustri esponenti del mondo scientifico (fonte ecodallecittà.it):

"Il prossimo 22 aprile capi di Stato e di governo convocati dal Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki-moon, firmeranno, per renderlo definitivamente operativo, l’Accordo di Parigi, risultato dell’ultima Conferenza delle Parti (COP 21)  della Convenzione Quadro ONU sui Cambiamenti Climatici tenutasi a Parigi lo scorso dicembre. L’accordo è stato raggiunto all’unanimità da 195 paesi più l’Unione Europea e rappresenta l’avvio definitivo del passaggio dai combustibili fossili (petrolio, carbone, gas responsabili principali del cambiamento climatico oggi in atto) alle energie rinnovabili, all’efficienza e al risparmio energetico e a tutte le straordinarie innovazioni presenti in questo campo nonché allo stimolo scientifico e tecnologico per produrne di nuove.
Tutta la comunità scientifica internazionale è consapevole che non si può continuare sulla strada della dipendenza dalle fonti fossili e che l’inazione costituisce il rischio peggiore che non fa che aggravare la situazione attuale.
Tutto il mondo deve investire in un nuovo modello energetico e tutti, istituzioni, settore privato e società civile, devono essere attori del cambiamento.
In questo quadro non ha alcun senso per un paese come l’Italia insistere con investimenti per continuare con l’estrazione di petrolio e gas, anzi riteniamo che questa azione rappresenti ormai un danno.