Ecco. La Capitale compie 2769 anni, Er Pupone fa due gol in due minuti, Bertolaso si ritira ma non si ritira, Bertinotti vede Gramsci sopra le teste di un nugolo di festanti adepti di Comunione & Liberazione. Tutto questo dopo la domenica vorticosa trascorsa sulla giostra delle urne referendarie o, a seconda dei gusti, in coda ad Arese per il pollo fritto di un nuovo punto vendita KFC, o ancora a far altro. Andiamo per ordine. La Capitale festeggia il compleanno come tutti gli anni e come tutti gli anni si mette in scena la finzione: musei comunali aperti, parco archeologico a disposizione, lunghe file di amanti del bello, inaugurazione del nuovo sistema di illuminazione 'da Oscar' pensato per i Fori Imperiali dal grande Vittorio Storaro, direttore della fotografia premiato a Los Angeles per Apocalypse Now, L'Ultimo Imperatore, Reds. Solo per i Fori, però, perché il resto della città rimarrà con il tradizionale sistema 'Gotham City'.
Basta, con quest'atmosfera da Grande Bellezza, Roma non è più una città, è un agglomerato di vari materiali infiammabili, friabili, una palla di stracci firmati, ma pur sempre stracci. Quindi, basta con i compleanni, con le finzioni, con i fuochi d'artificio, sono inutili se poi il giorno dopo si ricade nelle solite buche celebrate ormai da ogni poeta cimiteriale. Le leggende non sono di questa epoca, pur tuttavia..e si ode un digrignar di denti alla vista di quel tipo in curva sud, che piange con lo smartphone puntato sulle gesta 'der Pupone', che ama Dio, Hilary e la Famiglia, che segna due gol senili in due minuti e che si guadagna per questo il posto nei Campi Elisi..Gli occhi di quel tifoso che piangono e tremano, i singhiozzi che si leggono chiaramente attraverso il tubo catodico, sono la cifra dell'abisso in cui ci troviamo. Povera Urbe, povera Italia. Il candidato sindaco della Capitale, Bertolaso, viene confermato oggi e ripudiato domani dal Cavaliere di Arcore, perché i sondaggi hanno l'andamento dei prezzi della benzina all'epoca delle trivelle, oggi su, domani giù. La Meloni comanda la destra, Berlusconi rimane assorto, pensando al giardinaggio. La ciliegina sulla torta di questa settimana è la discesa di Cavalier Bertinotti nel campo santo di Comunione & Liberazione: partecipa al meeting di Rimini, ci racconta della sua folgorazione sulla via di Don Giussani, racconta che 'ha trovato un popolo', una 'connessione sentimentale' che, secondo Gramsci, permette all'intellettuale di rappresentare a dovere il suddetto popolo. Quindi, l'intellettuale Bertinotti ha trovato il suo esercito, quello della 'Lobby di Dio', dei Memores Domini come il Formigoni, dei miliardi di fatturato della Compagnia delle Opere. Bravo Compagno. Intanto i gol spingono Totti in pole position per la corsa al Campidoglio.
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