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La corsia preferenziale, ammobiliata di parole e discorsi, per chiunque ami lo stress rilassante del confronto e del sincero libero sfogo
sabato 18 marzo 2017
Il sonno della politica e il network sociale liberano pulsioni e ingabbiano rivoluzioni
sabato 25 febbraio 2017
Supermercati ed assalti ai cassonetti: come ti difendo i rifiuti assediati col telefonino
Non voglio scrivere di Rom. Non voglio scrivere di razzismo, né di lacrimogeni ideali di amicizia e fratellanza comuniste, contrapposti a pistolotti squadristi. C'erano una volta due dipendenti di Lidl Italia, e due signore di etnia Rom che frugavano nel contenitore dei rifiuti del punto vendita dell'azienda sopracitata. Siamo a Follonica. Le due signore, pensando di non essere viste, si tuffano in un gabbiotto (il nome promette nulla di buono) dei rifiuti sul retro del supermercato, e cominciano a frugare tra gli avanzi. Una sceneggiatura non originale. A questo punto la diversione antropologica.
venerdì 17 febbraio 2017
Nativi digitali e cervelli hackerati
L'espressione di compiacimento di alcuni genitori davanti al razzolare dei loro piccoli figli su tablet o smartphones, sarebbe senz'altro degna di una scena monicelliana: remota sacralità dello strumento patinato, fascino dell'ignoto, orgoglio genitoriale finalmente nutrito dal genio precoce dell'ex lattante e autostima à gogo, tutto riassunto in facce da quadro di Bosch. Ma cosa stanno vedendo, in realtà, questi genitori? Un bambino che muove il ditino umido di naso sullo schermo lucido del Coso, sui quadratini colorati che se li schiacci si aprono e parlano, cantano e fanno uscire i pupazzetti, insieme, dopo un po', agli occhi dalle orbite e il cervello dalle orecchie.
Bene.
giovedì 16 febbraio 2017
L'intraducibile ci salverà: le parole da portare nello Spazio
Tutto
deve essere traducibile, oggi. Sezionabile, manovrabile, convertibile. Il dedalo di convenzioni, le gabbie iridescenti
fatte di sbarre di codici binari, e gli spaziosi dormitori per culture da
dismettere in nome della "monocultura" global, erodono come acqua
furente le differenze, la poesia dell'unicità, limano lo spessore ed il mistero
che precorre ogni desiderio di scoperta. Il concetto di melting pot
potrebbe condurre, in barba al suo apparente ed ecumenico significato, alla
sparizione della profondità dell'essere umano, che proprio nella lingua esprime
tutta la sua unicità, al raffreddamento dell'erotismo musicale evocato dalla
parola "straniera". Né stupirebbe l'avvento di un sistema di
comunicazione universale, con caratteri della lingua in quel momento egemone, e
un guazzabuglio di elementi provenienti da questo o quell'angolo del pianeta,
tutti adattati ad uno stile di vita sintetico, digitale e a-riflessivo.
giovedì 23 giugno 2016
La Brexit è il male minore, per chi rimane in un’Europa che appoggia le dittature dorate.
Ricordo il tema d’italiano che scelsi di svolgere agli Esami
di Maturità, un’invocazione alla Goethe, partendo da de Tocqueville, della Dea Europa, bella come l’Aurora, munifica,
dorata e materna. Avevo diciotto anni e tante speranze. Oggi è tempo di realtà.
Oggi l’Europa rischia grosso, perché se la Gran Bretagna deciderà di fare
fagotto, se ne andrà un grosso pezzo della credibilità dell’intera Unione. E,
volata via la Perfida Albione, i guai
toccheranno a chi rimane, come succede tradizionalmente a coloro che
sopravvivono ad un lutto. Domenica scorsa la cricca di buffoni ricchi della
Formula Uno ha fatto tappa a Baku, capitale dell’Azerbaijan. Fin qui nulla di
strano, le macchinine colorate del guru
del bondage Ecclestone vanno tradizionalmente
dove le porta il petroldollaro. Il dettaglio agghiacciante è che abbiano
denominato la corsa Gran Premio d’Europa.
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