Sembra un romanzo di Guareschi al contrario. Oggi, alle feste de l'Unita', tra un panino con la salamella, una ricca riffa e il solito comizio disertato, c'è gente di sinistra che dice, pare, cose non proprio di sinistra. Secondo le estive cronache, i fulvi tribuni invitati, avrebbero parlato di immigrazione non in termini lineari ed ecumenici, bensì mostrando una certa stanchezza politica verso il fenomeno: qualcuno di istituzionale si è spinto fino alla proposta di tassare la solidarietà verso i poveri immigrati. Per la barba dell'asino di Garibaldi, che si chiamava Pio IX!
Mi dispiace, per quelli che credono ai colori, in politica, e alle ideologie. In realtà tutto ciò è maschera. "Non passa lo straniero": questa è la Chiave. Perché l'uomo, a qualsiasi latitudine, vede l'altro diverso da sé come il nemico usurpatore del proprio territorio, questo è il retaggio atavico che risiede in ognuno. Poi c'è la cultura, che media e scende a compromessi con l'istinto.