Libri

lunedì 18 giugno 2018

Una piccola recensione, Solo: A Star Wars Story

Santa Cleopatra. Uno spin off proprio off, cioè spento.
Che parte già sconfitto a partire dalla direzione, affidata a Ron “Don” Howard, il 
regista più mainstream dai tempi di Muccino.
Ron Howard, che addormenta i tempi del film, che addormenta gli spettatori (me due volte)
con le sue trovate normali, prive di mitologia, un po’ manieriste, i suoi scavi psicologici che magari potevano servire in film come A Beautiful Mind, e via discorrendo. 
Ma non con Han Solo, un guitto tutt’altro che elegante, famelico di avventura, un cowboy spaziale privo di regole, sprezzante del pericolo, con una faccia da schiaffi proverbiale e deliziosamente superficiale nel suo atteggiamento da kamikaze.

Han Solo, che io ho amato profondamente proprio per quel suo senso anarcoide del “me ne frego”, distrutto da una trama noiosa, seriosa, da un attore che fa sempre la stessa faccia, due smorfie per sbaglio, che si arrovella come un filosofo e da una storia tragicamente destinata al fiume Lete, condannata all’oblio. Disney, forse il tuo punto più basso dopo Inside Out, Frozen e Gli Ultimi Jedi.

giovedì 24 maggio 2018

Piccola recensione: Dogman

Questo è un film che tutti dovrebbero vedere, specialmente quelli che hanno preferito Lazzaro Felice della Rohrwacher, pensando che l’umanità abbia una qualche speranza.
Dogman è un insegna, un negozio, un punto arrugginito, un omino dalla voce tremula incastrato nel Very Far West di un mondo qualunque. Il protagonista restituisce MAGISTRALMENTE la sensazione continua di polvere negli occhi, stanchi del vento giallo del quartiere, occhi pieni di occhiaie, infossati come quelli di un pesce morto da tanto ma che aspetta comunque la morte, per chiudere un cerchio che non si chiude mai. 

sabato 12 maggio 2018

Piccola recensione: Loro 2 di Paolo Sorrentino

Consiglio: Loro 1 non è propedeutico, può essere tranquillamente visto dopo il 2

Ogni corte riflette il suo Re, il Berlusconismo è senza dubbio volgarità della corte, più
che del suo Emittente Leader, un uomo atterrito dal suo stesso narcisismo, decrepito ma concupito come un papiro del Mar Morto. Sorrentino non ama ciò che rappresenta, e si vede, perché si ferma, si sofferma, indulge nel “Cafonal” spinto, ritraendo senza il sostegno della sintesi la parata di un circo ahimè troppo poco felliniano, in un raptus narrativo che sa di vendetta cieca.

mercoledì 9 maggio 2018

Piccola recensione di A Quiet Place: Un Posto Tranquillo


2020: in un luogo imprecisato degli Stati Uniti alcuni sopravvissuti sono costretti  nella morsa della solitudine e del silenzio, perché i mostri (alieni) che invadono a quanto pare tutto il Pianeta mangiano qualsiasi cosa emetta rumore.

domenica 4 marzo 2018

Piccola recensione: Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

Il Missouri non a caso, uno dei luoghi americani più brulicanti di chiaroscuri, così rassicurante nel paesaggio, verde, frusciante di vento, ma aspro come pietre rotte per chi ne vive la storia, le leggi, chi le subisce, chi le amministra. Proprio qui, in una cittadina attraversata da vecchie e placide rotaie, si consuma il barbaro omicidio di una ragazza, e si fatica a trovarne il bandolo, perso com’è nella vastità dei campi e dell’indifferenza umana.