Il Missouri non a caso, uno dei luoghi americani più brulicanti di chiaroscuri, così rassicurante nel paesaggio, verde, frusciante di vento, ma aspro come pietre rotte per chi ne vive la storia, le leggi, chi le subisce, chi le amministra. Proprio qui, in una cittadina attraversata da vecchie e placide rotaie, si consuma il barbaro omicidio di una ragazza, e si fatica a trovarne il bandolo, perso com’è nella vastità dei campi e dell’indifferenza umana.
La madre per questo decide di colpire duro la faccia della comunità, ricordandole ciò che è stato e ciò che non si è ancora ottenuto. I manifesti sotto gli occhi di tutti provocano il trauma atteso e la gente si polarizza, in tanti appoggiano la legge solo perché è la legge, in pochi la madre, guerriera, nella sua eterna tuta da lavoro, i lineamenti stravolti ed immutabili del dolore, la bocca serrata fra le rughe recenti, la rabbia verso tutti. Tuttavia la legge risponde, inaspettatamente, lo sceriffo, sotto la scorza e il turpiloquio, è un brav’uomo, ma è consumato dal cancro, quindi lo spettatore sa che forse l’unica speranza di giustizia della donna se ne andrà con lui: il vice sceriffo sembra invece un uomo mai cresciuto, razzista, misogino, schiavo dell’aggressività, dell’alcol, della vecchia madre, “mammina”, che ogni minuto gli ricorda che il maschio in casa è lei. Scrivo sembra, poiché in questo film nulla è così, come vogliono le apparenze. È questo il segreto dell’essere umano, la sua profondità, descritta mirabilmente da attori fantastici, e da un registra che è anche in questo caso fine sceneggiatore.
Le parole, meravigliosamente scolpite in dialoghi memorabili, sguardi memorabili, gesti fondamentali, in cui emerge la grandezza della sceneggiatura e la maestria del regista, non a caso anche ottimo drammaturgo. Il registro altamente drammatico lascia spazio come in una quadriglia alla commedia, a passaggi estremamente commoventi, poi spassosi, poi duri, violenti. Un caleidoscopio perfettamente orchestrato. Una meraviglia di film, con un finale aperto, perfetto, un film che lascia a bocca aperta.
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