Libri

martedì 8 gennaio 2019

Fortitude (serie tv, tre stagioni), un’opinione

Il topos mitologico del Vaso di Pandora, che riassume il senso profondo di questa meravigliosa serie, è insieme archetipo e profezia: archetipo perché il Vaso, in questo caso di ghiaccio, rende silenti conflitti e passioni innati grazie al suo essere chiuso, profezia perché quando il Vaso si apre, e si guarda sotto il velo del ghiaccio, l’Inferno brucia violento, un Inferno covato, annunciato, endemico, passato e futuro. E nessuno può immaginare con quanto sinistro vigore esso bruci. Un Inferno che vive da sempre sotto il ghiaccio di ognuno di noi, che può uscire in ogni momento, e distruggere qualsiasi Fortezza.

lunedì 31 dicembre 2018

Buon Anno

Una delle tante fini, che si festeggia perché per molti, moltissimi l’anno che si chiude è stato pessimo, nonostante il torrente di (false) smancerie social e di frasi motivazionali da biscotto della fortuna che ci inonda giornalmente e che indurrebbe a pensare che la gente sia mediamente felice e desideri la felicità degli altri. Supreme ipocrisie da tastiera, poche quelle innocenti. Anche questo mi auguro, per il 2019, che cessino ste sfilate di carri allegorici e di riuscire a fidarmi della prima opinione che ho degli esseri umani che incontro, che è SEMPRE quella giusta. Così, per evitare di considerare amiche persone che alla fine dei conti non lo sono mai state, per evitare di aggiungere delusioni e sofferenze a un percorso già faticoso. Buon Anno.

mercoledì 28 novembre 2018

Stagione finale House of Cards, un’opinione

No. No. E No. L’ultima stagione di House of Cards rimarrà sulla coscienza di 
quel baraccone di quaccheri paladini dell’emotivamente corretto che è Netflix.
Questa è la serie che ha dato alla piattaforma americana successo e riconoscimenti planetari,
Kevin Spacey è l’attore che ha terraformato la serie ad immagine del suo titanico talento.
Per questo la sesta ed ultima stagione di un vero capolavoro risente tragicamente ed inevitabilmente dell’improvvisa defenestrazione dell’attore protagonista (ed organo vitale del corpus filmico) a causa di uno scandalo sessuale che lo mette fra i nuovi cattivoni del millennio.

martedì 6 novembre 2018

La ragazza nella nebbia, di Donato Carrisi (il film): un’opinione

Il fatto che un valente autore di romanzi sia il regista di una delle sue opere più riuscite può rivelarsi un’arma a doppio taglio: egli potrebbe cioè Indulgere in comportamenti auto celebrativi, potrebbe far mancare, con l’amore di un genitore per la sua creatura l’obiettività che un noir necessità per essere credibile.
Invece no. Carrisi crea un film denso, dai contrasti caravaggeschi, silenzioso come le montagne
che circondano il paesino di Avechot ma pieno di rumori, anche flebili, così come di gesti, molti dei quali appena inquadrati ma fondamentali, e di parole, a cui bisogna prestare attenzione, tutto minuziosamente Inserito nell’intreccio, come incastonato in un gioiello.

venerdì 19 ottobre 2018

Blackkklansman (regia di Spike Lee), un’opinione

Spike Lee sciorina il suo miglior repertorio, creando non un film ma un contenitore perfetto
di storia, società, metacinema, passato e presente, cementato da un geniale dosaggio di parole e di commedia. Il metacinema, con la citazione iniziale di Via col Vento, e quella verso il finale di Nascita di una Nazione (famoso film muto del 1915 in cui si celebra il Ku Klux Klan), è fondamentale per cucire la bandiera della Storia americana moderna.