Libri

venerdì 28 giugno 2019

Netflix, cronaca di una retromarcia sul burrone

Epilogo: Netflix, a furor di popolo, ritira l’ignominia. 
Prologo: Netflix, tramite il signor Cannarsi (dal cognome profetico e già distruttore di versioni italiane di film dello studio Ghibli) ha rovinato la più importante (senza forse) opera di animazione degli ultimi decenni. Una cosa su tutte, per problemi di spazio: l’esimio, che già collaboró al primo adattamento televisivo italiano di Evangelion (serie andata in onda dal 2000 su MTV, cinque anni dopo l’uscita in Giappone) oggi cambia idea ed usa, tra le altre cose, il termine “Apostolo” al posto di “Angelo”, perché???

venerdì 15 marzo 2019

La casa di Jack, di Lars Von Trier: un’opinione

Che film. 
Glenn Gould, Vivaldi, David Bowie come colonna sonora. Glenn Gould lo vediamo, suonare e cantare o meglio, mangiare Bach. Poi William Blake, le cattedrali gotiche e i loro “angoli bui”, le geometrie di Speer, l’albero di Goethe. Luce e buio. È la cifra del genio, e dell’Universo. Esiste una interpretazione anti-umanistica dell’arte, del mondo, della storia, dell’uomo. Quella di Von Trier.

venerdì 15 febbraio 2019

Alita - Angelo della Battaglia (2019), un’opinione

Basta! Basta consegnare in mano a certi americani roba che non possono capire, basta! I manga sono roba seria, mica le storielle della Marvel.
Prima il penoso Ghost in the Shell, poi l’imbarazzante Death Note di quei quaccheri di Netflix, ora quest’altro capolavoro viene brutalizzato da James Cameron (alla produzione) e compagni. James Cameron! Regista degno di tale nome fino al 1991, titolare in seguito di due dei film più trash e vomitevoli della storia umana, Titanic e Avatar.

Del film in oggetto dico: una scatoletta svuotata degli importanti e profondi contenuti dell’originale giapponese, ben infiocchettata con i soliti noiosi favolosi effetti super-speciali, quindi inutile. Come fare un film sulla Divina Commedia ambientato a Disneyland con Dante vestito da Marty McFly e Virgilio da Emmet “Doc” Brown.

giovedì 10 gennaio 2019

Suspiria (2018), un’opinione

Il film dell’anno.

Un prodigioso angosciante viaggio nel buco nero della realtà, dell’irrealta e della storia, nel grigio dell’impotenza della cultura di fronte alla capacità di manipolazione dei sistemi dogmatici che danno sicurezza e nascondono le colpe sotto la promessa di speranza nel futuro, nel corpo e nella mente di una deità maligna che si rivela pian piano e che viene per riprendersi ciò che è suo. Un viaggio dentro la Donna, nel suo sangue, nella sua grazia potente, nella capacità di essere fortezza, dolce iniziatrice e sterminatrice, nel corpo tempio del possibile, nella disciplina della danza, mezzo per trasumanare verso regni inimmaginabili. Il film non è un remake, non può esserlo. 

martedì 8 gennaio 2019

Fortitude (serie tv, tre stagioni), un’opinione

Il topos mitologico del Vaso di Pandora, che riassume il senso profondo di questa meravigliosa serie, è insieme archetipo e profezia: archetipo perché il Vaso, in questo caso di ghiaccio, rende silenti conflitti e passioni innati grazie al suo essere chiuso, profezia perché quando il Vaso si apre, e si guarda sotto il velo del ghiaccio, l’Inferno brucia violento, un Inferno covato, annunciato, endemico, passato e futuro. E nessuno può immaginare con quanto sinistro vigore esso bruci. Un Inferno che vive da sempre sotto il ghiaccio di ognuno di noi, che può uscire in ogni momento, e distruggere qualsiasi Fortezza.