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sabato 16 aprile 2016

Referendum: liberiamoci dai fossili, parla la Scienza

Di seguito il testo integrale ed illuminante dell'appello a votare SI al referendum sulle trivellazioni di domani, firmato da 50 illustri esponenti del mondo scientifico (fonte ecodallecittà.it):

"Il prossimo 22 aprile capi di Stato e di governo convocati dal Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki-moon, firmeranno, per renderlo definitivamente operativo, l’Accordo di Parigi, risultato dell’ultima Conferenza delle Parti (COP 21)  della Convenzione Quadro ONU sui Cambiamenti Climatici tenutasi a Parigi lo scorso dicembre. L’accordo è stato raggiunto all’unanimità da 195 paesi più l’Unione Europea e rappresenta l’avvio definitivo del passaggio dai combustibili fossili (petrolio, carbone, gas responsabili principali del cambiamento climatico oggi in atto) alle energie rinnovabili, all’efficienza e al risparmio energetico e a tutte le straordinarie innovazioni presenti in questo campo nonché allo stimolo scientifico e tecnologico per produrne di nuove.
Tutta la comunità scientifica internazionale è consapevole che non si può continuare sulla strada della dipendenza dalle fonti fossili e che l’inazione costituisce il rischio peggiore che non fa che aggravare la situazione attuale.
Tutto il mondo deve investire in un nuovo modello energetico e tutti, istituzioni, settore privato e società civile, devono essere attori del cambiamento.
In questo quadro non ha alcun senso per un paese come l’Italia insistere con investimenti per continuare con l’estrazione di petrolio e gas, anzi riteniamo che questa azione rappresenti ormai un danno. 

venerdì 15 aprile 2016

Napolitano e Renzi sull'astensionismo, avanspettacolo e apologia di reato

Napolitano arriva puntuale con il suo appoggio all'appoggio di Renzi all'astensionismo, e sono almeno due le Alte Cariche dello Stato che in occasione dell'incombente referendum non sembrano ricordare i testi delle norme, o, peggio, confidano nella legittima ignoranza dell'elettorato in materia. "Il pubblico ufficiale [...], chiunque investito di un pubblico potere o funzione civile o militare, abusando nelle proprie attribuzioni e nell'esercizio di esse, si adoperi [...] a vincolare i suffragi degli elettori a favore od in pregiudizio di determinate liste, [...] o ad indurli all'astensione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni [...]".

giovedì 14 aprile 2016

"Nuit Debout" contro Stato di Urgenza: la rivoluzione francese 2.0

Nuit Debout, la Notte in Piedi: più che un movimento francese di riforma del Mondo contro le Riforme nel Mondo, l'occupazione seriale notturna di Place de la République a Parigi sembra un vero e proprio esperimento antropologico, una rinascita dal Nulla post-atomico come in una di quelle serie televisive dall'ambientazione apocalittica, che contengono deserti inondati di luce verdastra, punteggiati da piccoli insediamenti umani che ripercorrono i gesti di un'umanità primigenia per ricostruire la civiltà.

mercoledì 13 aprile 2016

Elezioni Perù, incubo Fujimori: la figlia candidata minimizza su sterilizzazione di massa

Le strade di Lima riecheggiano i cori delle numerose donne riunite nei giorni scorsi per manifestare contro il crimine efferato delle sterilizzazioni di massa perpetrate dall'ex Presidente Fujimori negli anni Novanta. Perché manifestare oggi? In Perù si sta eleggendo il futuro Presidente, i candidati che hanno prevalso al primo turno domenica scorsa e che andranno al ballottaggio sono Keiko Fujimori, 40 anni di Fuerza Popular, figlia del famigerato ed attualmente cittadino delle patrie galere peruviane Alberto, e Pedro Pablo Kuczynski, esponente della destra moderata sostenuto dalla classe imprenditoriale.

martedì 12 aprile 2016

Quorum, rimborsi, spettri di abrogazioni, Kafka e Fantozzi

Non c'è scampo, i referendum abrogativi infestano la vita della nostra storia Repubblicana (nata guarda proprio da un referendum), come una varicella continua: ci si gratta, ma non passa. Ciclicamente vengono proposti quesiti riferiti a norme più o meno assurde sulla cui abrogazione sono chiamati a decidere gli italiani: siamo arrivati a 66 ed escludendo i grandi risultati culturali ottenuti con divorzio e aborto, brancoliamo in un circolo vizioso di occupazione pressoché inutile delle aule scolastiche con conseguente vacanza extra per docenti ed alunni (tanto stiamo messi bene, con l'istruzione), continuando ad ingrassare partiti e comitati promotori grazie ad un finanziamento pubblico che "rimborsa" per le fatiche organizzative. Perché si definisce uno degli esercizi democratici e diretti di volontà popolare un'inutile occupazione delle aule scolastiche?