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giovedì 14 aprile 2016

"Nuit Debout" contro Stato di Urgenza: la rivoluzione francese 2.0

Nuit Debout, la Notte in Piedi: più che un movimento francese di riforma del Mondo contro le Riforme nel Mondo, l'occupazione seriale notturna di Place de la République a Parigi sembra un vero e proprio esperimento antropologico, una rinascita dal Nulla post-atomico come in una di quelle serie televisive dall'ambientazione apocalittica, che contengono deserti inondati di luce verdastra, punteggiati da piccoli insediamenti umani che ripercorrono i gesti di un'umanità primigenia per ricostruire la civiltà.
Il minimalismo in punta di piedi sembrerebbe essere il Leitmotiv di questi raduni, innescati dalle proteste transalpine del 31 marzo contro la Riforma del Lavoro, una versione con il naso alla francese del nostro Jobs Act, per intenderci, che significa licenziamenti creativi, precarietà, annichilimento dei diritti dei lavoratori in nome di un fantomatico Stato di Urgenza. In realtà, il movimento ha preso sì le mosse dal malcontento prevalentemente giovanile causato dalla proposta di manomissione del diritto del lavoro francese, ma in pochi giorni vi sono confluite varie istanze di protesta. Infatti, la pluralità di lati lo ha reso un prisma scintillante, la cui luce ha valicato i confini di Parigi e della Francia, acquisendo simpatizzanti europei in Spagna, Belgio, Germania. In sintesi, con il favore delle tenebre la piazza si anima di idee e proposte, si distribuiscono volantini con l'ordine del giorno e i nomi di chi parlerà nell'assemblea generale. Tutto intorno un mondo in miniatura, che discute dottamente sulla qualunque, piccole bancarelle, una cucina, una cantina, una libreria, hanno persino riprogrammato il calendario, facendo partire il Nuovo Mondo dal giorno 0, il 31 marzo: il 13 aprile si è trasformato, ad esempio, nel 44 marzo, e così via. E fra i partecipanti si delineano i primi ruoli antropologici, chi parla, chi ascolta, chi organizza le assemblee, chi si occupa delle pubbliche relazioni, chi è serio, chi crea un sito ufficiale, chi si diverte, chi vuole solo protestare, chi invece solo costruire. Insomma, una nuova società in nuce, che cresce in uno spazio urbano già monarchico, napoleonico, imperiale, repubblicano, ora di tutti. Il tratto interessante del movimento è la sua crepuscolarità, il considerare la notte come una nuova alba, come il momento della verità, perché le luci del giorno restituiscono una città ed un mondo che fremono e tremano sotto la minaccia dello Stato di Urgenza imposto dai governi e dalle Lobbies finanziarie. Lo Stato di Urgenza, cioè una perenne recessione generata dalla paura di un default finanziario e sociale che a sua volta genera paura verso tutto e tutti, viene considerato il motore di riforme inique, usato per convincere i cittadini a cedere volontariamente parti della loro libertà, in cambio di sicurezza. Quello che anche noi italiani dovremmo fare, cioè alzarci in piedi, contro le umiliazioni della dittatura globale della finanza e di un piccolo governo di polverosi ricchi gesuiti, lo fanno sempre e solo i Francesi, che saranno antipatici, ma meglio antipatici, che fatalisti telegenici.

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