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mercoledì 13 aprile 2016

Elezioni Perù, incubo Fujimori: la figlia candidata minimizza su sterilizzazione di massa

Le strade di Lima riecheggiano i cori delle numerose donne riunite nei giorni scorsi per manifestare contro il crimine efferato delle sterilizzazioni di massa perpetrate dall'ex Presidente Fujimori negli anni Novanta. Perché manifestare oggi? In Perù si sta eleggendo il futuro Presidente, i candidati che hanno prevalso al primo turno domenica scorsa e che andranno al ballottaggio sono Keiko Fujimori, 40 anni di Fuerza Popular, figlia del famigerato ed attualmente cittadino delle patrie galere peruviane Alberto, e Pedro Pablo Kuczynski, esponente della destra moderata sostenuto dalla classe imprenditoriale.
Il padre di Keiko sta scontando 25 anni di carcere per i crimini commessi nel periodo di reggenza, e lei, soprannominata "la cinese" per l'evidente origine asiatica, è, per la seconda volta dopo il 2011, la favorita per la corsa elettorale: questo atterrisce gli avversari politici e molte delle persone che hanno avuto a che fare con la mano pesante del padre. Lo spettro del dittatore Alberto Fujimori si alza come fumo dalle pire immaginarie accatastate dalle donne urlanti del corteo, che tengono in mano la sagoma di cartone di un apparato genitale femminile con su scritto "sono la numero..". L'ex Presidente Fujimori è accusato di avere indotto alla sterilizzazione coatta di circa 300 mila donne peruviane, la maggior parte delle quali in condizioni di povertà e indigene, forzate sotto la minaccia dell'interruzione di qualsiasi assistenza sociale. La figlia, incalzata dai media, ammette il crimine del padre solo su alcune decine di donne, allo stesso tempo dichiara di non voler, ovviamente, seguire le sue orme e di non voler approfittare del proprio potere politico per farlo eventualmente uscire di prigione. Questo non basta, firma infatti, durante la campagna elettorale, un impegno a non proseguire la politica liberticida ed autoritaria del padre. Le manifestazioni dei giorni scorsi hanno il sapore acre della rabbia mai sopita, la sterilizzazione degli indigeni e dei poveri perché non procreino ha il sapore ancor più acre della memoria di idee ed esperimenti di medici scellerati nella seconda metà del secolo scorso. Non di sole critiche vive la fazione di Keiko: molti sostenitori, non necessariamente militanti, asseriscono che Fujimori padre abbia rimesso in piedi un Perù morente, che la figlia sia degna della carica a cui aspira e che le manifestazioni attuali siano mere strumentalizzazioni politiche. Il risultato è che la Fujimori è favorita per la corsa a Presidente, le sue promesse di moderatismo hanno tranquillizzato molti elettori. Il prossimo 5 giugno si svolgerà il ballottaggio, e Kuczynski, 77 anni, di buona famiglia e il cui padre viene citato come valente medico nei diari di Che Guevara, tenterà di riportare alla luce della coscienza del popolo la paura del "cattivo presidente", per avvicinare a sé anche i ceti più marginali della società, rimasti orfani di rappresentanti, vista la sconfitta al primo turno della candidata dell'estrema sinistra, Veronika Mendoza, che riflette la profonda crisi della politica progressista in Sudamerica.

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