Le
strade di Lima riecheggiano i cori delle numerose donne riunite nei
giorni scorsi per manifestare contro il crimine efferato delle sterilizzazioni di massa perpetrate dall'ex
Presidente Fujimori negli anni Novanta. Perché manifestare oggi? In Perù
si sta eleggendo il futuro Presidente, i candidati che hanno prevalso al primo
turno domenica scorsa e che andranno al ballottaggio sono Keiko Fujimori,
40 anni di Fuerza Popular, figlia del famigerato ed attualmente cittadino delle
patrie galere peruviane Alberto, e Pedro Pablo Kuczynski, esponente
della destra moderata sostenuto dalla classe imprenditoriale.
Il
padre di Keiko sta scontando 25 anni di carcere per i crimini commessi nel
periodo di reggenza, e lei, soprannominata "la cinese" per l'evidente
origine asiatica, è, per la seconda volta dopo il 2011, la favorita per la
corsa elettorale: questo atterrisce gli avversari politici e molte delle
persone che hanno avuto a che fare con la mano pesante del padre. Lo spettro
del dittatore Alberto Fujimori si alza come fumo dalle pire immaginarie
accatastate dalle donne urlanti del corteo, che tengono in mano la sagoma di
cartone di un apparato genitale femminile con su scritto "sono la
numero..". L'ex Presidente Fujimori è accusato di avere indotto alla sterilizzazione
coatta di circa 300 mila donne peruviane, la maggior parte delle quali
in condizioni di povertà e indigene, forzate sotto la minaccia
dell'interruzione di qualsiasi assistenza sociale. La figlia, incalzata
dai media, ammette il crimine del padre solo su alcune decine di donne,
allo stesso tempo dichiara di non voler, ovviamente, seguire le sue orme e di
non voler approfittare del proprio potere politico per farlo eventualmente uscire
di prigione. Questo non basta, firma infatti, durante la campagna elettorale, un
impegno a non proseguire la politica liberticida ed autoritaria del padre. Le
manifestazioni dei giorni scorsi hanno il sapore acre della rabbia mai sopita,
la sterilizzazione degli indigeni e dei poveri perché non procreino ha
il sapore ancor più acre della memoria di idee ed esperimenti di medici
scellerati nella seconda metà del secolo scorso. Non di sole critiche vive la
fazione di Keiko: molti sostenitori, non necessariamente militanti, asseriscono
che Fujimori padre abbia rimesso in piedi un Perù morente, che la figlia sia
degna della carica a cui aspira e che le manifestazioni attuali siano mere
strumentalizzazioni politiche. Il risultato è che la Fujimori è favorita per la
corsa a Presidente, le sue promesse di moderatismo hanno tranquillizzato
molti elettori. Il prossimo 5 giugno si svolgerà il ballottaggio, e
Kuczynski, 77 anni, di buona famiglia e il cui padre viene citato
come valente medico nei diari di Che Guevara, tenterà di riportare alla luce
della coscienza del popolo la paura del "cattivo presidente", per
avvicinare a sé anche i ceti più marginali della società, rimasti orfani
di rappresentanti, vista la sconfitta al primo turno della candidata
dell'estrema sinistra, Veronika Mendoza, che riflette la profonda crisi
della politica progressista in Sudamerica.

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