Uno dei meriti del regista Paolo Genovese è l'aver utilizzato ancora una volta un grande cast, forse il meglio del panorama attoriale attuale nostrano. L'altro merito è quello di aver proposto al pubblico un tentativo dark di riflessione sul libero arbitrio, lento, inesorabile, fuori dagli altari liturgici, avvitato sulla coralità che tanto gli portò fortuna nella bellissima commedia (nera anche questa) Perfetti Sconosciuti.
La corsia preferenziale, ammobiliata di parole e discorsi, per chiunque ami lo stress rilassante del confronto e del sincero libero sfogo
domenica 4 marzo 2018
Piccola recensione: Assassinio sull’Orient Express
- Poirot entra quasi subito in scena, in un prologo aggiunto dagli sceneggiatori per introdurre la figura dell'eccentrico detective belga, ad uso dei pochi che ancora non ne conoscano le gesta. E un sorriso compiaciuto si fissa sulla bocca, per lasciarmi solo alla fine del film: finalmente qualcuno che restituisce a Poirot i SUOI baffi, quelli che la grande Agatha Christie gli ha sempre disegnato addosso, grandi, voluminosi, importanti baffi.
Piccola recensione: IT
Siamo onesti: il clown, come degno ricettacolo di paura inconscia, è un topos abusato. Troviamo pagliacci orrorifici in ogni ambito e fogna, dalla politica alla strada, anche senza bisogno di fiction. Tuttavia, l'IT di Muschietti riesce ad essere un film più che godibile nonostante tutto, nonostante il precedente Pennywise (Tim Curry) sia pressoché inarrivabile. Ci riesce grazie, fondamentalmente, a due elementi: la sapienza nel montaggio delle scene spaventose e il cast, che sopperiscono alla mancanza di approfondimento di parti importanti del romanzo, capolavoro assoluto della letteratura del Novecento. Tuttavia, godibile non è abbastanza, no
Piccola recensione: Valerian e la cittá dei mille pianeti
Allora:
1. Besson, alla maniera del solito francese sciovinista alternativo, vuole dar vita sul grande schermo ad un famoso fumetto francese (anzi, franco-belga) che leggeva da piccolo. Vuole fare l'europeo snob che lotta contro i fumettoni della Marvel, ma vuole anche, dichiaratamente, rifarsi a Star Wars e Avatar. Mah.
Piccola recensione: Blade Runner 2049
Le aspettative sono importanti. È lecito averne, quando si tratta del cosiddetto sequel di un film che è pietra miliare, emblema di un'epoca, capostipite di un genere. E io ne avevo. Non pretendevo certo di trovarmi di fronte ad una replica, per rimanere in tema, dell'irreplicabile, ma pretendevo di provare emozioni.
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