Libri

giovedì 24 maggio 2018

Piccola recensione: Dogman

Questo è un film che tutti dovrebbero vedere, specialmente quelli che hanno preferito Lazzaro Felice della Rohrwacher, pensando che l’umanità abbia una qualche speranza.
Dogman è un insegna, un negozio, un punto arrugginito, un omino dalla voce tremula incastrato nel Very Far West di un mondo qualunque. Il protagonista restituisce MAGISTRALMENTE la sensazione continua di polvere negli occhi, stanchi del vento giallo del quartiere, occhi pieni di occhiaie, infossati come quelli di un pesce morto da tanto ma che aspetta comunque la morte, per chiudere un cerchio che non si chiude mai. 

sabato 12 maggio 2018

Piccola recensione: Loro 2 di Paolo Sorrentino

Consiglio: Loro 1 non è propedeutico, può essere tranquillamente visto dopo il 2

Ogni corte riflette il suo Re, il Berlusconismo è senza dubbio volgarità della corte, più
che del suo Emittente Leader, un uomo atterrito dal suo stesso narcisismo, decrepito ma concupito come un papiro del Mar Morto. Sorrentino non ama ciò che rappresenta, e si vede, perché si ferma, si sofferma, indulge nel “Cafonal” spinto, ritraendo senza il sostegno della sintesi la parata di un circo ahimè troppo poco felliniano, in un raptus narrativo che sa di vendetta cieca.

mercoledì 9 maggio 2018

Piccola recensione di A Quiet Place: Un Posto Tranquillo


2020: in un luogo imprecisato degli Stati Uniti alcuni sopravvissuti sono costretti  nella morsa della solitudine e del silenzio, perché i mostri (alieni) che invadono a quanto pare tutto il Pianeta mangiano qualsiasi cosa emetta rumore.

domenica 4 marzo 2018

Piccola recensione: Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

Il Missouri non a caso, uno dei luoghi americani più brulicanti di chiaroscuri, così rassicurante nel paesaggio, verde, frusciante di vento, ma aspro come pietre rotte per chi ne vive la storia, le leggi, chi le subisce, chi le amministra. Proprio qui, in una cittadina attraversata da vecchie e placide rotaie, si consuma il barbaro omicidio di una ragazza, e si fatica a trovarne il bandolo, perso com’è nella vastità dei campi e dell’indifferenza umana. 

Piccola recensione impopolare: A Casa Tutti Bene

A Casa Tutti Bene di G. Muccino

A casa non stanno tutti bene. Affatto. Muccino torna a girare in Italia dopo la parentesi d’oltreoceano in cui forse (chissà perché) credeva di auto-nobilitare la sua “arte”. A Casa Tutti Bene ha almeno la coerenza di essere un film totalmente “mucciniano”, contiene alcune perle recitative, e battute sinceramente ciniche (per fortuna, visto il gusto dolciastro della solita morale buonista da soap opera), sparse e morenti tuttavia nel deserto della banalità isterica della regia.