Adattamento di un romanzo di Donald Ray Pollock, presente nel film come voce narrante, orpello non necessario e a tratti inutile. Questo film contiene due elementi potenzialmente vincenti: il cast e il protagonista, il Male. Consiglio vivamente di guardarlo in lingua originale (Netflix lo permette), per godere dei grovigli, delle atmosfere create da una lingua che ritrae un’America che sembra, ma ahimè non è, lontanissima. L’inglese Robert Pattinson, poi, che parla perfettamente il dialetto dell’Ohio è una chicca. Il suo essere a volte sopra le righe con la recitazione è dovuto forse alla difficoltà oggettiva di entrare in una lingua che praticamente non è la sua, ma così il suo ritratto dello spietato reverendo è perfetto, compresa la voce che si impenna e stride malignamente.
Il cast salva il film. Si tratta di un racconto che non ha il mordente né la capacità di “toccare” chi guarda, di far riflettere sul Male, anche se quest’ultimo è presente dal primo minuto. Molte cose già viste, anche la violenza sembra fine a se stessa. Vorrebbe essere uno dei grandi affreschi della provincia nordamericana, piena di contraddizioni, di implacabili voragini in cui le persone cadono inermi, ma non ci riesce. Siamo lontani dalle atmosfere di Anderson, Faulkner, Vonnegut, Capote. Peccato.