Il Missouri non a caso, uno dei luoghi americani più brulicanti di chiaroscuri, così rassicurante nel paesaggio, verde, frusciante di vento, ma aspro come pietre rotte per chi ne vive la storia, le leggi, chi le subisce, chi le amministra. Proprio qui, in una cittadina attraversata da vecchie e placide rotaie, si consuma il barbaro omicidio di una ragazza, e si fatica a trovarne il bandolo, perso com’è nella vastità dei campi e dell’indifferenza umana.
La corsia preferenziale, ammobiliata di parole e discorsi, per chiunque ami lo stress rilassante del confronto e del sincero libero sfogo
domenica 4 marzo 2018
Piccola recensione impopolare: A Casa Tutti Bene
A Casa Tutti Bene di G. Muccino
A casa non stanno tutti bene. Affatto. Muccino torna a girare in Italia dopo la parentesi d’oltreoceano in cui forse (chissà perché) credeva di auto-nobilitare la sua “arte”. A Casa Tutti Bene ha almeno la coerenza di essere un film totalmente “mucciniano”, contiene alcune perle recitative, e battute sinceramente ciniche (per fortuna, visto il gusto dolciastro della solita morale buonista da soap opera), sparse e morenti tuttavia nel deserto della banalità isterica della regia.
Piccola recensione: Babylon Berlin (serie Tv)
Voto: 9
Davvero, sembra di vivere nella Berlino del 1929, abbagliati dalle luci, storditi dagli odori, persi nella pioggia ed annegati pian piano nell'abisso di una delle città più scolpite e graffiate dalla Storia.
Piccola recensione dolorosa: Star Wars, gli Ultimi Jedi
Sarò breve
Voto: 2
Cosa mi ha impedito di dare zero?
1- La Colonna sonora, quasi unico appiglio filologico e sentimentale nel deserto del Nulla Disneyano;
2- La bellezza innegabile, dal punto di vista visivo ed estetico, di alcune scene, una su tutte l'ecatombe silenziosa dello scontro a velocità luce tra gli incrociatori.
Piccola recensione: The Place
Uno dei meriti del regista Paolo Genovese è l'aver utilizzato ancora una volta un grande cast, forse il meglio del panorama attoriale attuale nostrano. L'altro merito è quello di aver proposto al pubblico un tentativo dark di riflessione sul libero arbitrio, lento, inesorabile, fuori dagli altari liturgici, avvitato sulla coralità che tanto gli portò fortuna nella bellissima commedia (nera anche questa) Perfetti Sconosciuti.
Piccola recensione: Assassinio sull’Orient Express
- Poirot entra quasi subito in scena, in un prologo aggiunto dagli sceneggiatori per introdurre la figura dell'eccentrico detective belga, ad uso dei pochi che ancora non ne conoscano le gesta. E un sorriso compiaciuto si fissa sulla bocca, per lasciarmi solo alla fine del film: finalmente qualcuno che restituisce a Poirot i SUOI baffi, quelli che la grande Agatha Christie gli ha sempre disegnato addosso, grandi, voluminosi, importanti baffi.
Piccola recensione: IT
Siamo onesti: il clown, come degno ricettacolo di paura inconscia, è un topos abusato. Troviamo pagliacci orrorifici in ogni ambito e fogna, dalla politica alla strada, anche senza bisogno di fiction. Tuttavia, l'IT di Muschietti riesce ad essere un film più che godibile nonostante tutto, nonostante il precedente Pennywise (Tim Curry) sia pressoché inarrivabile. Ci riesce grazie, fondamentalmente, a due elementi: la sapienza nel montaggio delle scene spaventose e il cast, che sopperiscono alla mancanza di approfondimento di parti importanti del romanzo, capolavoro assoluto della letteratura del Novecento. Tuttavia, godibile non è abbastanza, no
Piccola recensione: Valerian e la cittá dei mille pianeti
Allora:
1. Besson, alla maniera del solito francese sciovinista alternativo, vuole dar vita sul grande schermo ad un famoso fumetto francese (anzi, franco-belga) che leggeva da piccolo. Vuole fare l'europeo snob che lotta contro i fumettoni della Marvel, ma vuole anche, dichiaratamente, rifarsi a Star Wars e Avatar. Mah.
Piccola recensione: Blade Runner 2049
Le aspettative sono importanti. È lecito averne, quando si tratta del cosiddetto sequel di un film che è pietra miliare, emblema di un'epoca, capostipite di un genere. E io ne avevo. Non pretendevo certo di trovarmi di fronte ad una replica, per rimanere in tema, dell'irreplicabile, ma pretendevo di provare emozioni.
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