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domenica 4 marzo 2018

Piccola recensione: Babylon Berlin (serie Tv)

Voto: 9
Davvero, sembra di vivere nella Berlino del 1929, abbagliati dalle luci, storditi dagli odori, persi nella pioggia ed annegati pian piano nell'abisso di una delle città più scolpite e graffiate dalla Storia. 
Le vicende di una spy story perfetta ed assolutamente avvincente corrono sui binari roventi degli accadimenti fatali di quegli anni: la Repubblica di Weimar, gli spartachisti, la Depressione post bellica, i primi vagiti del nazionalsocialismo, i rigurgiti dell'orgoglio prussiano con il riarmo segreto di un esercito di nostalgici del Reich. La serie, girata con grande realismo, con ossequio all'espressionismo delle immagini ed al romanzo metropolitano di Döblin, salta dai gorghi trasgressivi del Moka Efti, locale simbolo degli Anni Ruggenti berlinesi, alle stanze fumose del potere politico, con sapienza, mescolando colori e suoni e nevrosi e degrado in modo incredibilmente vero ed accurato: i personaggi seguono il caleidoscopio rutilante degli eventi nella Berlino-Babilonia, apparendo a volte vittime, a volte carnefici, e lo spettatore li ama, poi li disprezza, poi li ama perché sono prima integerrimi e dolci, poi parassiti, poi cospiratori feroci, poi assassini, poi indifesi, poi determinati, tuttavia sempre densi, autentici. Ottima e non scontata la Colonna sonora. Colpi di scena a profusione. Aspettiamo la prossima stagione.

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